• Smaltimento pannelli fotovoltaici a terra: come fare, costi, modalità e regole

    Al momento della sottoscrizione di un contratto di affitto, la dismissione dell’impianto fotovoltaico è una delle tematiche più discusse. Scopriamo come fare lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici a terra e quali sono le regole e modalità, i costi e i soggetti responsabili.

  • Spesso ci viene chiesto dai proprietari che vogliono mettere in affitto il loro terreno nel settore del fotovoltaico a terra, cosa succeda al termine del contratto di locazione.

    Decorsi i trent’anni, l’impianto fotovoltaico andrà in malora e resterà abbandonato sul mio terreno? Chi si occuperà di smaltire i pannelli solari? A carico di chi saranno i costi? Che tipo di impatto ambientale subirà il mio terreno?


    Queste sono solo alcune delle domande poste dai proprietari in merito al tema. Vediamo insieme di rispondere a questi interrogativi e approfondire la tematica.

    L’obbligo di smaltimento dei pannelli fotovoltaici: cosa c’è da sapere

    Partiamo da una premessa fondamentale: che ci sia o meno una polizza assicurativa a garanzia dello smaltimento o una fideiussione bancaria, oggi smaltire un impianto fotovoltaico è un obbligo previsto dalla legge. A stabilirlo è il D.lgs 49/2014 che, a seguito della direttiva dell’Unione Europea sui RAEE (acronimo di Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) ha imposto lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici esauriti.
     

    A partire dall’emanazione di questo Decreto Legislativo, la rimozione e lo smaltimento sono a carico degli stessi produttori e/o distributori dei pannelli solari.

     

    All’interno dell’articolo 4 del Decreto Legislativo, troviamo nella definizione di pannelli fotovoltaici, una distinzione tra quelli ad uso domestico e quelli ad uso professionale:

     

    “Sono considerati RAEE provenienti dai nuclei domestici i rifiuti originati da pannelli fotovoltaici installati in impianti di potenza nominale inferiore a 10 KW (...) tutti i rifiuti derivanti da pannelli fotovoltaici installati in impianti di potenza nominale superiore o uguale a 10 KW sono considerati RAEE professionali”.

     

    Le due diverse tipologie (RAEE domestici e RAEE professionali) prevedono anche due diverse tipologie di smaltimento. Se per i RAEE domestici è sufficiente infatti consegnare i pannelli solari da smaltire a un Centro di Raccolta (è possibile visualizzare sul sito internet il centro di raccolta a te più vicino), per quelli professionali la normativa è più complessa e prevede che vengano rilasciati ad appositi impianti di trattamento autorizzati.

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  • I costi dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici a terra

    I costi relativi allo smaltimento dei pannelli fotovoltaici non sono a carico del proprietario. Analogamente all’operazione di rimozione, anche l’aspetto economico infatti è a carico del produttore.

     

    Questo spiega il motivo per il quale nei casi in cui il contratto preliminare preveda una polizza assicurativa per smaltire i pannelli solari, questa venga fatta in favore di un ente o soggetto preposto a tale attività e che solo copia di questa venga rilasciata al proprietario.

    L’impatto ambientale

    Sfatiamo un falso mito: i pannelli fotovoltaici non sono una fonte di inquinamento. Sebbene l’idea di installare un impianto fotovoltaico a terra, trasmetta la sensazione ancora a molti di inquinamento e/o forme di impatto ambientale sulla superficie, la realtà è ben diversa.

     

    Vediamo di seguito 4 principali vantaggi per l’ambiente derivanti da un impianto fotovoltaico a terra:

     

    1. Maggiore produzione di energia pulita: rispetto agli impianti installati sui tetti, quelli installati a terra hanno una potenza maggiore e permettono di produrre molta più energia pulita in linea con gli obiettivi nazionali ed europei;
    2. Riciclo: una volta effettuato lo smaltimento dell’impianto fotovoltaico, i pannelli vengono riciclati. Si stima che circa un 90% dei materiali  contenuti all’interno dei pannelli fotovoltaici sia riciclabile e questo potrebbe trasformarsi in un duplice vantaggio per l’ambiente (produzione energia pulita + riutilizzo degli stessi materiali in altre forme e modalità).
    3. Restituzione e risanamento agrario del terreno: tutti i produttori si impegnano , oltre alla rimozione dell’impianto fotovoltaico a terra, nel ripristino ante operam di tutta l’area interessata. 
    4. Biodiversità: come già visto in una guida di approfondimento precedente, l’ installazione di impianti solari installati su alcune particolari tipologie di terreni potrebbe persino aumentare la biodiversità, in quanto tali progetti potrebbero proteggere alcune comunità ecologiche (se ti sei perso l’articolo sul fotovoltaico e la biodiversità, clicca qui). 
       
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